Home Calcio Il calcio sardo e il brusco impatto voluto dal Coronavirus

Il calcio sardo e il brusco impatto voluto dal Coronavirus

by Redazione

Una disfatta impensabile arrivata nel giro di neanche due mesi che purtroppo riporterà ripercussioni economiche, e crisi sociali

I club dei tre gironi della Lega Pro tra cui l’Olbia di Alessando Marino, subiranno purtroppo un grosso danno economico. Il Presidente Ghirelli recentemente ha annunciato impatti che vanno dai 20 milioni fino a circa 84 compresi del 2020 (finora incompleta ma che rischia seriamente di intaccare la prossima) Una contrazione, del fatturato che va ad incidere sul 40%. Con una concreta difficoltà di default dei club, già in brutte acque ancor prima della emergenza Coronavirus. Dipendenti, di ogni società che riguarda tutte le categorie( anche la Lega Nazionale Dilettanti) che per sopravvivere si basano su sponsor del territorio. Rinunciare a delle mensilità in queste categorie è estremamente difficile ed assai complicato, non siamo in serie A, dove comunque il danno è sempre inestimabile, (ma decisamente meno dannoso) Dove sia il Cagliari con iniziative (la fondazione Giulini ha donato per l’ emergenza 200.000€) ma qui si parla di staff sanitario, magazzinieri, forze dell’ordine che svolgono lavori onesti e retribuiti decisamente poco. “Il Presidente Ghirelli”si è ancora soffermato su  “La stima dell’impatto è stata calcolata sulla base del verificarsi di tre differenti scenari, a seconda del protrarsi della pandemia.”

Il primo è uno scenario porte aperte, nel quale si prevede la conclusione della stagione in corso e la disputa dei play-off/play-out a porte aperte. C’è poi uno scenario porte chiuse, per il quale si ipotizza la conclusione della stagione in corso con partite a porte chiuse. Il terzo scenario, chiamato “stop campionato”, prevede il termine anticipato del campionato in corso e la ripresa delle partite, a porte chiuse, per i primi due mesi della prossima stagione.

Dal mio punto di vista è doveroso ripartire gradualmente senza fretta e soprattutto con soluzioni che mettano d’accordo tutti nel bene e nel male. Se tutto venisse congelato ( ma la vedo di difficile soluzione perché il tutto è strettamente collegato da interessi economici elevati) non è un buon segnale certo, ma effettivamente, esistono e meritano menzione le attività giovanili, e soprattutto i centri sportivi che soprattutto in Sardegna ancor prima del Covid-19 stavano facendo numerosi sforzi, con società dilettantistiche, del territorio che hanno investito parecchi quattrini. Per allestire una squadra, ma non solo; portare avanti degli obiettivi, dei sogni dai bimbi fino ai ragazzi di 14 anni, ora la loro tenuta mentale e psicologica come sarà? Con un virus che non da certezze di sparizione a nessuno? Occorre ad oggi vincere sicuramente la partita più importante. Che è la sopravvivenza, e la salute. Ma bisogna che tutti i membri della politica diano certezze, altrimenti, se la macchina si inceppa continuamente, con cambi continui l’ecosistema del calcio non solo sardo, ma nazionale rischia di perdere credibilità e soprattutto passione ed entusiasmo.

Intanto la Lega Pro/Serie C ha convocato per il 3 aprile alle 11, l’Assemblea dei club, in call conference, seguendo le modalità dettate dai decreti del Governo. “Alla luce della situazione emergenziale che stiamo vivendo – afferma il presidente Francesco Ghirelli – abbiamo ritenuto necessario una riunione assembleare per confrontarsi. Tra i temi all’ordine del giorno ci saranno le considerazioni sullo stato dell’emergenza COVID-19, sulla stagione in corso e le azioni da intraprendere, su cosa fare del campionato 2019-2020 e il problema dei sacrifici e quindi i contratti dei calciatori”.

MARCO LOCCI

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