Home Basket Final Eight, Coppa Italia. Fuori ai quarti: per la Dinamo la storia con Brindisi si ripete

Final Eight, Coppa Italia. Fuori ai quarti: per la Dinamo la storia con Brindisi si ripete

by Redazione

Come un anno fa a Firenze anche ieri sera i biancoblù di Pozzecco, dati per favoriti, escono subito di scena per mano dei pugliesi di coach Vitucci

La Dinamo Banco di Sardegna esce dalla Coppa Italia per mano di Brindisi e soprattutto di un Banks immancabile. Il punteggio finale di 86-91 spiega solo fino ad un certo punto l’equilibrio maturato lungo tutto il corso della gara e soprattutto non dice che a poco meno di un minuto la gara era in perfetta parità. Chi vince ha sempre ragione e Brindisi può festeggiare l’ingresso alle semifinali dove incontrerà la Fortitudo Bologna (vincente su Brescia), mentre dall’altra parte del tabellone l’accoppiamento prevede un più “nobile” Milano-Venezia. Manca Sassari perché Brindisi fin dalla prima palla a due ci ha creduto di piùe ha tenuto sempre in mano l’inerzia dell’incontro e perché la Dinamo non è mai riuscita a trovare le contromisure ad una prova monstre di Adrian Banks, MVP dell’incontro con 37 punti. Sassari , a parte un paio di occasioni, è stata sempre all’inseguimento ma ha meritato di giocarsela comunque fino alla fine grazie al suo solito carattere indomito e alle prove confortanti di Pierre, Spissu e Jerrells, quest’ultimo mai così presente in una gara importante come ieri. Non è arrivato il successo perché Brindisi, come detto, ha imposto il proprio ritmo alla gara e perché ha trovato dal cilindro il colpo ad effetto con la tripla di Martin sul 86-86.

Alla Dinamo per vincere partite così tirate sarebbeservito il miglior Bilan, apparso invece al di sotto del suo solito rendimento. Sarebbe servito un Dwight Coleby più presente per minutaggio (solo 10’) ed impatto (2 punti) ed una presenza di Vitali sul perimetro capace di aprire meglio il gioco. Non è successo perché Sassari ha deciso di giocarsela a viso aperto con la squadra di Vitucci, molto più a suo agio a ritmi e punteggi alti. In tutto questo la Dinamo se l’è giocata e non possono esserci troppe discussioni. Con l’analisi del poi rimane giustoun rammarico: quello di non aver proposto una difesa arcigna e puntuale qual è quella che Sassari può mettere sul parquet quando si tratta di giocare partite da dentro o fuori come quella contro Brindisi. In più, la necessità di lavorare, se possibile ancora più nel dettaglio, sugli ultimi secondi di gara. Ormai diventano troppe le gare che la Dinamo si lascia scivolare dalle dita negli ultimi possessi, sfortuna o no. Manca il killer istinct, quello di portare dalla tua parte partite che si giocano sul filo dell’equilibrio. Ad eccezione della gara di Trento all’andata, la Dinamo ne ha perse parecchie nelle battute finali: con la stessa Trento con la famosa tabellata di Gentile; con Manresa e Turk Telekom in Europa; con Trieste nelle due gare di LBA e Venezia , fino ad arrivare a questa con Brindisi in coppa Italia. Ormai sarebbe giusto non considerarlo più un caso.

Si può e si deve rivedere qualcosa. Al Pozed il suo staff il compito di trovare le contromosse. In tutto ciò, rimane l’ottima stagione fin qui portata avanti dai giganti sardi. Supercoppa, secondo posto in campionato e partecipazione alle finalseight di Coppa Italia e ottavi di Champions League già nel mirino. Ce n’è abbastanza per guardare al prossimo futuro con assoluta serenità e consapevolezza che si possa addirittura migliorare. La Dinamo vista contro Brindisi non ha giocato al massimo delle sue possibilità ed è stata eliminata al cospetto di un avversario al top. Rivedremo Sassari nella sua veste migliore già dagli ottavi di Champions anche se prima ci sarà la sfida di campionato contro Cantù. Nel frattempo il sorteggio del 18 febbraio dirà chi tra Niznhy Novgorod (Russia), San Pablo Burgos (Spagna) e Telekom Bonn(Germania) affronteranno la Dinamo al meglio delle tre partite con eventuale bella decisiva a Sassari. In questo frangente, prima del 29 febbraio e del primo  impegno ufficiale contro Cantù, Poz ed i suoi ragazzi avranno l’occasione per definire condizione e meccanismi tecnico-tattici in quella che sarà lultima vera pausa prima del rush finale della stagione.

MICHELE DETTORI

 

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