Home Basket Champions League, per la Dinamo un ko casalingo con il San Pablo Burgos che può essere recuperato

Champions League, per la Dinamo un ko casalingo con il San Pablo Burgos che può essere recuperato

by Redazione

Gli spagnoli hanno fatto loro gara-1 imponendosi 84-81 nonostante la rimonta di sassaresi che hanno sbagliato con Pierre il canestro del pari nel finale

Gara uno degli ottavi di Champions League se l’è aggiudicata Burgos 84-81. Un ko che potrebbe indirizzare la serie (al meglio delle tre partite) per la qualificazione al turno successivo. Sassari si è fatta sorprendere dal ritmo imposto alla partita da parte degli spagnoli e contestualmente non èstatacapace di cambiare in tempo il proprio spartito per mantenere il fattore campo, spesso decisivo in gare da play off. Fra una settimana in terra iberica ci vorrà la Dinamo migliore perché possa allungare a gara tre le sorti di questa competizione. La squadra di Pozzecco ha giocato una partita dai due volti: nella prima metà gara è stata presa a pallate dagli spagnoli; nella seconda ha giocato da par suo ma non è riuscita a concludere una rimonta che li ha visti sotto persino di diciasette punti. Cosa è mancato a Sassari per presentarsi all’appuntamento in condizioni adeguate? Di sicuro il classico ritmo partita, quello capace di farti giocare queste sfide ad alta intensità senza avere alcuna esitazione. È evidente che la lunga pausa dopo l’uscita dalla Coppa Italia, prolungata in campionato dalla sosta forzata con Cantù per il Corona virus non abbia aiutato un gruppo persino da riequilibrare. Perché contro Burgos, tra i suoi, la Dinamo ha ritrovato Jaime Smith richiamato da Pozzecco per sostituire a sorpresa Curtis Jerrels, uscito di scena quasi facendo perdere le proprie tracce. Insomma, tante, troppe cose insieme per poter partire di slancio in una competizione che non ammette pause di sorta. Se n’è accortosi pure lo stesso Poz nel dopo partita quando ha parlato di squadra “arruginita”. Tutto vero.

La sua Dinamo ha faticato tutto il primo tempo sull’attacco iberico, adeguando poco e male la propria difesa al cospetto di un Burgos sempre sul pezzo e con percentuali di realizzazione straordinarie. Nella seconda parte di gara è bastato che Sassari ritrovasse un po’ della sua difesa per recuperare diciasette punti e mettere persino la testa avanti nel punteggio. Non è bastato lo stesso perché sotto canestro Bilan ha fatto quasi tutto da solo con Clark e perché Poz ha “panchinato” definitivamente Coleby assolutamente insufficiente. Il tema Coleby potrebbe essere l’interrogativo che accompagnerà Sassari da qui fino al termine della stagione. Il lungo bahamense può davvero essere utile o no alla causa? Ieri è sparito ben presto dalle rotazioni e non è escluso che a breve Sassari debba e possa guardarsi intorno per un ulteriore taglio. La Dinamo se vuole ambire ad arrivare in fondo anche in campionato ha bisogno di un giocatore pronto e capace di sostituire senza remore Bilan, non solo di farlo rifiatare. Dwight Coleby, per diversi motivi, oggi, non è quel tipo di giocatore. Purtroppo le prese estive di Jerrels e McLean, ad oggi, non sono state risolutive. Vediamo se Smith avrà l’impatto che Poz cerca per cambiare fisionomia ai suoi. La qualificazione in Champions è ancora possibile, benché difficile. Riportare la serie degli ottavi a Sassari vorrebbe dire aver vinto a Burgos.

Un’impresa possibile anche per una Dinamo che deve ricostruire le proprie certezze intorno ai soliti Pierre, Evans e lo stesso Bilan ed all’innestodi un Jaime Smith che conosce bene gioco ed ambiente. Tra gli italiani serve un Michele Vitali più continuo. L’ex Andorra ha grandissime qualità ma qualche volta manca di prendersi sulle spalle la squadra. Cosa che a strappi riesce ormai sempre più spesso a Marco Spissu e qualche volta a Stefano Gentile. Ai due ieri non è riuscito il sorpassosolo per un pizzico di sfortuna ma hanno la personalità che serve. Ora Sassari rientra forzatamente in clima campionato e questa volta prepara la trasferta di Roma per affrontare la squadra di Piero Bucchi. In campionato, a meno di giravolte sempre possibili, si giocherà a porte chiuse fino al 3 aprile. Serve il successo per ritrovare subito fiducia e preparare gara 2 di Champions con la giusta carica. A Roma, la Dinamo non troverà di fronte Jerome Dyson, passato nel frattempo a Bologna, sponda Fortitudo ma deve imporre il proprio piano partita fin da subito se vuole ottenere i due punti.

MICHELE DETTORI

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