Home Basket Champions League: la Dinamo rientra da Burgos si mette in quarantena fiduciaria e sospende gli allenamenti

Champions League: la Dinamo rientra da Burgos si mette in quarantena fiduciaria e sospende gli allenamenti

by Redazione

Stop alle attività per una settimana che riprenderanno, dopo i termini previsti, nel pieno rispetto delle normative sanitarie e delle misure precauzionali

Sconfitta dal San Pablo Burgos nella gara-2 degli ottavi di Champions League (biancoblù eliminati) la Dinamo Banco di Sardegna ha fatto rientro a fine mattinata sull’isola: a partire da oggi squadra, staff e dirigenza di rientro dalla Spagna osserveranno il periodo di quarantena fiduciaria, come previsto dalla normativa regionale e nel pieno rispetto del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2020. “Conseguentemente -scrive la società in una nota – sono sospese le attività di allenamento per una settimana che riprenderanno (dopo i termini previsti) nel pieno rispetto delle normative sanitarie e delle misure precauzionali per preservare al massimo atleti, staff e addetti ai lavori. Per venire lla partita di ieri sera, Burgos si è imposta nettamente 95-80. Sassari ha l’attenuante di una due giorni in cui la partita è stata preparat. Il balletto se giocare gara due a porte aperte o a porte chiuse alla fine lo ha vinto il buon senso e la Dinamo che ha tanto lottato per questo. Sul parquet invece ha vinto chi ha meritato di vincere, cioè Burgos. Sassari ha provato a spaventare gli spagnoli con dieci minuti giocati a “tavoletta”. Per un po’, ma solo per un po’, tifosi ed addetti ai lavori hanno sperato di rivedere quella bella squadra ammirata sino a fine 2019.

È stata solo un’illusione: perché ben presto, complice un Burgos di ben altra statura, Sassari si è come liquefatta. I ragazzi del Poz hanno sofferto il cambio di passo imposto al match soprattutto a livello fisico imposto dagli spagnoli e così il vantaggio di sedici punti dei primi dieci minuti è via via stato ridotto fino al sorpasso già a metà partita ed al netto successo che significa passaggio ai quarti della Champions per Burgos ed eliminazione per Sassari. Non si capisce davvero l’involuzione che affligge una squadra al contrario vicino alla perfezione sono a qualche mese fa. Tutti si era persuasi che le sostituzioni di McLean prima, ed in misura minore di Jerrels poi, avrebbero determinato addirittura un miglioramento di questa squadra, pronta ad arrivare anche in fondo alle competizioni giocate. Invece, la Dinamo prima versione si è conquistata benissimo le finals di Coppa Italia e play off della Champions ma la “seconda versione”, quella formata da Coleby e ultimamente anche da Smith,è uscita subito dalla manifestazione. Con qualche alibi in Coppa Italia ma senza alibi in Champions. Recentemente solo un successo, peraltro poco convincente a Roma. La realtà è che Colebyè giocatore ben lontano da quello che probabilmente anche Poz e Pasquini avevano immaginato. Certamente non già pronto per livelli così alti ai quali è stato chiamato. Chissà che non lo sia fra qualche mese, magari ai play off della Lega basket. Lo auguriamo a Sassari, alla Dinamo ed ai suoi sostenitori, perché in campionato rimane uno splendido secondo posto. Il discorso è un tantino diverso per Jaime Smith. Chiamato in fretta e furia dal Poz, il play protagonista della splendida cavalcata dello scorso anno ha giocato solo tre partite: le due col Burgos e quella di campionato con Roma.

I risultati sono modesti e magari ci si attendeva un ambientamento più veloce. Non è stato così. Ma chi pensa che il problema della Dinamo nuova versione sia addebitabile ai nuovi stranieri sbaglia di grosso. C’è che, forse anche legittimamente, la squadra abbia pagato in termini fisici l’enorme sforzo della prima parte della stagione. In questo caso si darebbe ragione a chi ha sempre criticato Gianmarco Pozzecco di operare all’interno della squadra una rotazione ad otto, qualche volta forzata a sette. Di sicuro, Miro Bilan, giocatore di tecnica e talento non può fare pentole e coperti. La sua lucidità viene messa in discussione quando non può rifiatare per più tempo all’interno di una competizione o all’interno anche solo di una sfida singola. E parliamo di un giocatore chiave per Sassari. La stessa disamina la si può fare per Dyshawne Pierre, altro giocatore basilare per l’economia di gioco degli isolani. Ha giocato splendide partite e si è sdoppiato soprattutto quando ha dovuto giocare minuti in più per sostituire Evans infortunato. Poi ha pagato fisicamente il prezzo di un extra esposizione sul parquet e da qualche tempo fa fatica ad arrivare alla doppia cifra. Quasi non incide più offensivamente. Gli altri? Chi tiene la barra dritta è il sassarese Marco Spissu, si potrebbe dire quasi capo spirituale di questo team. Ieri ha finito con 24 punti ed è stato l’unico, anche nel momento in cui segnava meno nel secondo tempo, a suonare la carica. Gentile, da tutto sul parquet, ma il nervosismo, talvolta giustificato (da condotte arbitrali perlomeno dubbie) ne pregiudica l’azione. Ieri è stato cacciato dal parquet ed ha accompagnato un altro tecnico al suo coach Pozzecco in una partita già molto in salita. Da questo momento si può lavorare solo in palestra, se non addirittura in quarantena, vista la sospensione dei campionati.Una pausa, aldilà di ogni scontato riferimento alla salute, più che necessario per Sassari per provare a riannodare i fili di un lavoro meritoriamente portato avanti fino agli inizi di questo 2020. Questa società, questa squadra hanno conoscenze e capacità per farlo.

MICHELE DETTORI 

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